Delirio radiofonico e danni collaterali prevedibili

Ieri sera su Radio2 c’erano 2 cogl*onazz* che parlavano di tonno, in particolare del tonno rosso.

Hanno iniziato la trasmissione (Decanter) parlando della loro battaglia in favore di questo grande pelagico che, fino a qualche anno fa, era a serissimo rischio di estinzione.
Ora, anche grazie alla loro campagna – così dicevano – il tonno rosso è tornato a popolare il Mediterraneo (area naturale di riproduzione) con individui che finalmente riescono nuovamente a raggiungere la maturità con dimensioni ragguardevoli (fino  a poco tempo fa si trovavano solo tonni di 30-50 kg contro i 5-700 kg che arriva a pesare un esemplare adulto).
La conclusione di questi due cogl*onazz* è stata la seguente:
visto che i tonni rossi non sono più a rischio di estinzione, è necessario tornare a pescarli per ravvivare la nostra economia
Si, per ravvivare la nostra economia.
A questi due signori l’unica cosa che interessava, nella loro disarticolata analisi, era che il tonno rosso se lo prendono tutto spagnoli e maltesi, mentre le povere famiglie dei pescatori nostrani non ci guadagnano nemmeno un euro.
Citando GREENPEACE e LEGAMBIENTE promuovevano l’uso delle TONNARE per la cattura dei tonni, in quanto le due associazioni considerano quel tipo di pesca SOSTENIBILE.
Avete letto bene.
Forti delle dichiarazioni di GREENPEACE e LEGAMBIENTE, che considerano SOSTENIBILE la MATTANZA, non solo promuovevano il commercio del tonno rosso ma cercavano di vendere la mattanza delle tonnare come fosse una pratica green, sostenibile, senza impatti per l’ambiente anche se a vederla è un po’ cruenta.
Tutto questo per ravvivare la nostra economia per la povere famiglie dei pescatori dei piccoli paesi del sud Italia.
E qui arriviamo al titolo di questo post: Delirio radiofonico e danni collaterali prevedibili.
Una trasmissione della Radio di Stato (ludica quanto vi pare, ma autorevole per capacità di penetrazione) che mette nelle orecchie a migliaia di ascoltatori che la tonnara dovrebbe essere riabilitata perché SOSTENIBILE.
E per rafforzare queste dichiarazioni vengono tirate in ballo, ripetutamente, GREENPEACE e LEGAMBIENTE in quanto sostenitori di queste pratiche.
La mattanza è una pratica di una crudeltà inimmaginabile. Se inorridisce quella nei confronti dei delfini a Taiji, o quella nelle isole Fær Øer non si capisce perché dovrebbe essere meno deprecabile quella delle tonnare italiane.
Il tonno rosso viene considerato un animale della carne pregiata e per questo sfruttato dal commercio come se fosse un oggetto.
Poco importa che sia un essere vivente la cui unica colpa è quella di venire a riprodursi nel Mar Mediterraneo.
Poco importa che fino a pochi anni fa era a serio rischio di estinzione.
Greenpeace e Legambiente dovrebbero scomparire.
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