Expò – Fottere il pianeta e non solo, grazie alle ASL veterinarie

A quanto pare la crescita incontrollata della popolazione mondiale sta arrivando ad una svolta. Presto sia i paesi sviluppati sia quelli in via di sviluppo inizieranno a godere, sulle prossime generazioni, degli effetti della zootecnia industriale e del consumo moderno di carne animale. Non dovremmo più preoccuparci all’immorale “controllo delle nascite”, basterà occuparsi della gestione e smaltimento dei morti.

Parlavano in codice… una precauzione: non si sa mai che qualcuno ascolti. Infatti a intercettarli c’erano gli ispettori della guardia di finanza di Cuneo… É il giorno della sentenza del processo di primo grado, il 10 marzo scorso. L’allevatore ha fretta di tornare sui monti e non commenta la condanna a quattro anni per il reato di adulterazione e contraffazione di alimenti in aggiunta al reato di corruzione, confessato soltanto dal veterinario, che ha patteggiato una condanna a due anni con pensa sospesa; a due anni di reclusione è stato condannato il tecnico.

Senza due inchieste della magistratura di Cuneo oggi le carni dopate di migliaia di vitelli sarebbero finiti sulle tavole. È bastato corrompere un veterinario della Asl e due grandi allevatori italiani di vitelli avrebbero potuto fare i loro sporchi affari sulla pelle degli ignari consumatori. Eppure tutti, dai grossisti ai macellatori, sapevano dell’utilizzo delle siringhe agli anabolizzanti. Ma per scoperchiare il sistema è stata necessaria un’indagine degna dell’antimafia, con intercettazioni e pedinamenti, e questo perché i controlli non avevano rilevato nessuna anomalia. I nostri ministri negli anni hanno decantato un sistema di controllo efficace che però efficace non è. E gli allevatori ne sono ben consapevoli visto che alcuni di loro sanno come aggirarlo, e anche i nostri ministri. Gli unici che non lo devono sapere sono i consumatori, che anzi, vanno rassicurati, perché se fossero informati di come funziona effettivamente la filiera, non comprerebbero più. Report racconta cosa si nasconde dentro quelle stalle: dall’uso sistematico dei farmaci (lecito), all’incapacità del sistema di controllo, europeo e quindi italiano, a scovare i trattamenti illeciti. Dall’inchiesta emerge anche come la politica europea ha consentito negli anni di aggiungere di tutto al latte artificiale. Alla fine viene il sospetto che tutti chiudano gli occhi per agevolare l’industria dell’allevamento intensivo.

Guarda il servizio su Report cliccando qui

Cliccando qui puoi scaricare la trascrizione della puntata.

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