Buon 25 aprile a tutt*

“la prima cosa che andrebbe festeggiata settanta anni dopo è la capacità che individui spesso isolati hanno avuto di liberare anzitutto se stessi, di sottrarsi all’inquinamento delle menti e dei valori, di negare finalmente la rete di menzogne e seduzioni che sorregge ogni regime. Di ribellarsi, diremmo noi oggi, al Pensiero Unico.”
“Ogni cambiamento, ogni lotta che resista alla sopraffazione e alla violenza, che restauri e allarghi diritti e libertà non può che cominciare da qui, da qualcosa di personale: occhi che si aprono, menti che si schiudono, che rifiutano le idee dominanti e ne cercano di nuove, dovunque è possibile. Nell’altrove che ogni potere cerca di negare ma anche negli angoli che nessun potere riesce a controllare.”
“La disomogeneità della resistenza è una sua virtù e, se si può a questo punto osare una parola equivocabile, il più nitido segno della sua modernità. A un movimento di popolo non aderisce una comunità compatta: settanta anni fa – e tanto più oggi – quando collassa un sistema organico di valori va in frammenti il conformismo dei modi di pensare, di giudicare e di vivere. L’azione collettiva non può negare queste diversità e anzi, solo raccogliendole e rispettandole può generare quella più larga solidarietà di cui ha bisogno.”

continua a leggere il commento di Marino Sinibaldi su Internazionale

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