La legge del più forte

Difficile vedere il più debole come un essere con i nostri stessi diritti, nemmeno se con le nostre stesse sembianze fisiche. Si agisce nei suoi confronti come si fa con un qualcosa che non può nuocere, umiliando, violentando, facendo tutto ciò che la superficialità del dominatore partorisce. Il debole non è un individuo, è un qualcosa che fa parte del secchio degli innocui, che può solo ulteriormente indebolirsi.

Ma quando il debole, stanco delle continue vessazioni, mosso dalla disperazione, diventa violento o più semplicemente insensibile? Succede che viene schiacciato dalla società per bene, quella del decoro, quella che ormai ha sistematizzato la legge del più forte facendola entrare a pieno titolo nel diritto. Quella società che ritiene giusto quanto riporto qui sotto, perché <<quegli zozzi schifosi se lo meritano, imparassero ad essere civili, la gente si è stancata>>.

“Durante le azioni di sgombero che si sono succedute negli ultimi tre anni sul territorio romano, molti bambini rom, al ritorno dalla scuola, hanno assistito all’abbattimento delle proprie abitazioni, hanno osservato il proprio mondo di oggetti quotidiani, memorie, riferimenti e storie venir meno, scomparire tra le lame delle ruspe. La violenza sul proprio spazio e sulla propria casa è diventata per loro una violenza sulla propria storia, sul proprio corpo, sulla propria memoria.”

Rom(a) Underground – Ass. 21 Luglio

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